‘mpanatigghi, ricetta tipica modicana

I ‘mpanatigghi, un dolce squisito!

Diversi anni fa, grazie ad una mia collega di lavoro, ho potuto assaggiare questi dolci, tipici della provincia di Ragusa, precisamente Modica, la città del cioccolato 🙂
Dopo il primo morso, dopo l’esplosione di sapori, la mossa successiva è stata quella di chiedere “cosa c’è dentro? Come l’hai fatto?.. La ricetta si può avere?” E come penso sia capitato ad ogni fortunato degustatore, lo stupore nello scoprire gli ingredienti è pari alla sensazione di commozione che si prova assaporandoli.
Prima di rivelare la ricetta, mi fa piacere raccontarvi le leggende, che forse non tutti conoscono, legate a queste prelibatezze.

Si racconta infatti, che alcune suore di un monastero,  preoccupate per le faticose giornate, affrontate da alcuni loro confratelli predicatori durante il periodo di quaresima, nascondessero della carne tritata in un dolce di mandorle e cioccolato, cercando così di rinvigorire i monaci.
Un’altra storia, ci racconta, della consuetudine di lanciare dall’alto di conventi e monasteri, ogni sorta di cibarie ai poveri che si radunavano attorno alle mura, fino a quando, un editto vietò espressamente di dare carne ai poveri. Le nostre beneamate suore, a quel punto, prepararono un dolce di mandorle, carne e cioccolato da dare ai meno fortunati.
Di chi sia la ricetta originale, non si sa, è probabile che sia una fusione nata durante la dominazione spagnola in Sicilia, l’etimologia del nome richiama palesemente le “empanadillas”, e l’abitudine di utilizzare cioccolato e carne è abbastanza comune nella cucina di origine spagnola. Quello che so per certo , fidatevi, è che sono di una bontà unica!
Ricetta:
Per la pasta
630 g di farina 00
2oo g di strutto a temperatura ambiente
Un uovo intero a temperatura ambiente
150 g di zucchero
100 g di acqua
la buccia grattugiata di mezza arancia
Per il ripieno
200 g di macinato di vitello
200 g di mandorle tostate
150 g di gherigli di noci
150 g di zucchero semolato
150 g di cioccolato fondente di Modica
4 chiodi di garofano
cannella (abbondante)
1/2 bicchierino di marsala
Disponete tutti gli ingredienti per la pasta dentro il vostro mixer, robot da cucina o bimby, impastate fino a formare una palla, o comunque fino a quando tutti gli ingredienti non siano perfettamente amalgamati tra di loro.
A questo punto conservate l’impasto dentro una ciotola coperta, per almeno un paio di ore, io tutta la notte, come mi è stato raccomandato, il riposo serve pure al cibo;)
Frattanto preparate il ripieno, cuocete la carne macinata in padella senza aggiungere olio o altri grassi, è importante che la carne sia magra, priva di nervetti.
Frullate tutti gli ingredienti del ripieno, formate una specie di pesto, che dovrebbe avere più o meno l’aspetto di quello mostrato nella foto qui sotto.

Stendete la pasta, ad uno spessore di circa due millimetri, con un tagliapasta rotondo smerlato, del diametro di otto centimetri, ritagliate l’impasto, al centro di ogni cerchio ottenuto, deponete un cucchiaio colmo di ripieno, richiudete il cerchio formando una mezza luna. Una volta finita la pasta e il ripieno disponete i dolci su una placca da forno, rivestita di carta forno, aiutandovi con delle forbici, praticate su ogni ‘mpanatigghia un taglietto, proprio sulla parte più piena del “pancino”, una peculiarità di questo dolce è infatti la cosiddetta “eruzione” del ripieno.
Infornate per circa 30 minuti a 170°, non devono scurirsi troppo, l’involucro esterno si presenterà morbido, raffreddandosi si stabilizzerà. Guarnite con zucchero a velo.
Consumate dopo un paio di giorni sono ancora più buone, un’ultima curiosità, pensate che si conservano così bene, che lo stesso Leonardo Sciascia, ghiotto di questi dolcetti li definì “ravioli da viaggio”.
A prestissimo!

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19 Comments

  • Reply
    Mila
    5 Giugno 2014 at 9:48

    Io non conosco la cucina siciliana e questi dolcetti che uniscono il cuore con lo zucchero mi fanno strano!!! Complimenti per il blog, ovviamente non potevo non segnarmi tra i tuoi lettori!!!!

  • Reply
    Elisabetta
    7 Maggio 2014 at 15:31

    Tu non hai idea del regalo che mi hai appena fatto!! Mia mamma è di Siracusa e una volta tornando giù per le vacanze assaggiò in aeroporto questi dolcetti che la fecero letteralmente impazzire! Tornata a casa mi implorò di prepararli in casa, ma io sinceramente non avevo la minima idea di come poter fare! E ora… così per caso… li ritrovo qui! Che dire? GRAZIE! Li faccio subito!!!!

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  • Reply
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  • Reply
    daniela ferri
    1 Maggio 2014 at 12:58

    ero sicura di aver lasciato il mio commento … comunque, nel caso l'abbia involontariamente cancellato, lasciami dire i tuoi ravioli da viaggio mi hanno "flashato" per dirlo alla Verdone! Sei stata audace e bravissima nel concepire questo dolce… Complimenti!

  • Reply
    daniela ferri
    30 Aprile 2014 at 10:10

    Ma i tuoi "ravioli da viaggio" sono uno spettacolo di contenuto, forma e innovazione!!! Grande Alessandra!

  • Reply
    Cristiana Beufalamode
    29 Aprile 2014 at 20:49

    Mitica!!! Un dolce e che dolce: Qui mi regali tutto: una ricetta di tradizione, due aneddoti legati alla stessa e un qualcosa di tuo nella scelta di metterci il cuore…pensa come sarebbe stata più hot o più romantica la cosa se fossero state le suore stesse a lanciare dei dolcetti ai monaci col del cuore all'interno! Mi hai incuriosito parecchio…anche perché tra dolci e quinto quarto non corre buon sangue e te lo dice una che ha provato a fare il gelato coi fegatelli!! Grazie mille per averla scovata e proposta! cri

  • Reply
    Alessandra Gennaro
    29 Aprile 2014 at 20:18

    Clemenza? ma io ti faccio un monumento, ti faccio… conosco questi dolci, perchè li ho mangiati a Modica- credo proprio da Bonajuto, se non vado errata: non mi avevano fatto impazzire, perchè secondo me lo stacco fra il sapore della carne e quello del cioccolato era troppo netto. ci voleva qualcosa di più dolciastro, di più morbido, di più delicato… in altre parole, ci voleva il tuo colpo di genio. roba da brevetto, guarda… sei incredibile…

  • Reply
    Giulia Possanzini
    29 Aprile 2014 at 20:11

    uhh molto particolari!!!

  • Reply
    Antonella
    29 Aprile 2014 at 18:46

    mamma mia che spettacolo¨!!!! Bella la leggenda…..leggendaria la tua ricetta¨!! Complimentissimi.

  • Reply
    Viaggiare Cucinare Raccontare
    29 Aprile 2014 at 13:45

    Mmmm sembrano buonissime! Non so se saprei farle così belle, ma tentar non nuoce!

  • Reply
    Inés De Suárez
    29 Aprile 2014 at 13:28

    Belle!:) Mi hanno sempre incuriosito.. ma quelle modicane DOC non le ho mai assaggiate.

  • Reply
    Forno Star
    28 Aprile 2014 at 21:20

    Quando si diceva che si poteva pure proporre un dolce, nessuno lo pensava per davvero… Sei una matta! Altirmenti non si spiegherebbe Scalpo reciso e queste 'mpanatigghie (l'ho detto al femminile… ma mi accorgo che tu usi il maschile… scateniamo una diatriba anche su questo? 😉 )

  • Reply
    Giulietta
    28 Aprile 2014 at 20:32

    uffa, peccato che mi sia sia rotto il forno perchè ti assicuro che vorrei provarle domani. Spero, presto, di poterle assaggiare perchè sono davvero curiosa ed i cibi della tradizione mi incurioiscono assai.

  • Reply
    Francesca...la nuova...
    28 Aprile 2014 at 20:04

    Ciao! Credo che questa ricetta sia semplicemente geniale…la proverò,prometto! grazie

  • Reply
    Mariangela Alittleplacetorest
    28 Aprile 2014 at 19:51

    Wow! Che coraggio a proporre un dolce! Complimenti! E grazie per le interessantissime informazioni sulla storia della ricetta! =)

  • Reply
    Ely Valsecchi
    28 Aprile 2014 at 19:34

    Nooooooooooooooooooooooo ma davvero ci hai messo il cuore di vitello??????????? Che storia! Originalissima la ricetta e la tua interpretazione! Sei una grande! Baci

  • Reply
    lavvocatonelfornetto
    28 Aprile 2014 at 18:03

    Le conosco bene le impanatigghie ma le tue, fatte col cuore, le mangerei a volontà!

  • Reply
    Francesca
    28 Aprile 2014 at 16:30

    tu non sei matta di più, ma ti rendi conto che cosa hai creato??? io forse ed in tutta confidenza mangerei solo le tue impanatigghi, la mia piadina non la mangerei manco morta..e delle tue me ne farei in quantità. Grazie per il consiglio del blog, ho sistemato tutto :-*

  • Reply
    Catherine
    28 Aprile 2014 at 16:24

    How very delicious looking and to serve with a nice cup of hot coffee. Blessings dear, Catherine

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