Caprese al limone

caprese al limone
Come rimediare ad una caprese al limone cruda

Sono cresciuta in una famiglia numerosa, l’unico a lavorare è stato ufficialmente solo mio padre, ufficiosamente mia madre si faceva un mazzo al giorno ma questo resti tra noi.

A causa degli orari di lavoro di mio padre ho imparato molto presto a capire l’orologio e a diventarne schiava, come il resto della famiglia…

I pranzi e le cene si consumavano a tempo da record, le quotidiane azioni si svolgevano in tempi sempre più brevi, tutto doveva essere eseguito ad un’ora precisa, anche la sera di Natale, ancora oggi, alle 19 e 15 mio padre mi chiama e mi chiede “a che punto sei?” ed io “a buon punto papà siamo per strada…”

Arrivo a casa dei miei alle 20 e 10 minuti e mio padre mi saluta e all’orecchio mi dice “sei in ritardo!”

Non capirò mai perchè sia necessario cenare alle 20 anche il 24 dicembre, ma questa è un altra storia 🙂

Il punto è che tanto la mia famiglia tiene alla puntualità, tanto la famiglia di mio marito se ne infischia, in rapporto 1:1, ecco perchè, al contrario del mio papà l’Uomo del silenzio non ha mai avuto neanche un orologio!
Così quando gli inviti arrivano dalla parte italo-austriaca di solito me la prendo comoda, tanto è un dato di fatto che il pranzo non inizierà prima delle 15 e le cena prima delle 21.30!

Ma è successo che sabato scorso mio cognato ha insistito per farci essere lì alle 13, ha chiamato per sottolineare la cosa ben due volte, anche lui con “a che punto siete” frase che scatena in me immediate reazioni accelleratorie e perciò, consapevole che la torta in forno non era ancora cotta ho spento e lasciato tutto così…affrettandomi per arrivare puntuale ed iniziare a pranzare alle 14 e 45 😉

Al mio ritorno, ho tirato fuori dal forno la teglia, un profumo meraviglioso si è diffuso per tutta la casa, ma l’impasto era inesorabilmente crudo così, per non buttare tutto quel bendidio, ho pensato di trasformarlo in qualcosa di diverso.

La ricetta che vi posto di seguito è di uno tra i miei pasticceri favoriti Salvatore De Riso, ci sono solo delle piccolissime modifiche mie e ovviamente l’aggiunta della pasta sfoglia per recuperare l’impasto crudo, il risultato è stato assolutamente DA RIPETERE!!
Ingredienti:
– 100 g di olio extra vergine d’oliva
– 120 g di zucchero a velo
– 200 g di mandorle dolci pelate (+cinque amare)
– 180 g di cioccolato bianco
– 30 g di scorzette di limone candite
– 1/2 baccello di vaniglia
– 1 limone
– 250 g di uova
– 60 g di zucchero
– 50 g di fecola di patate
– 5 g di lievito in polvere per dolci
– 1 rotolo di pasta sfoglia

Procedimento
Ho frullato le mandorle pelate con lo zucchero semolato e il cioccolato bianco, poi ho aggiunto il limone candito, la buccia di 1 limone fresco grattugiata, la fecola e i semini di vaniglia. Nella planetaria ho montato gli albumi a neve con il lievito e il succo di un limone e poi tenuto da parte. Ho montato i tuorli con lo zucchero a velo, un pizzico di sale e quando sono diventati chiari e spumosi ho aggiunto poco per volta il composto di mandorle e cioccolato alternandolo con l’olio evo. Dopo aver amalgamato bene il composto ho aggiunto gli albumi.

A questo punto la ricetta prevede di versare il composto in uno stampo da 22 cm di diametro, imburrato e spolverizzato di fecola (o di farina di mandorle) e infornato ad una temperatura di 200° C per i primi 5 minuti e per altri 45 minuti a 160 °C.

In realtà io ho cotto la torta per quasi 40 minuti nel mio forno a 170°, e poi sono dovuta uscire, ho dovuto spegnere il forno consapevole che dopo più di mezz’ora era ancora a metà cottura. Una volta rientrata, ho preso il dolce e versato su una base di pasta sfoglia con cui avevo precedentemente rivestito una teglia da 25 cm di diametro. In forno per circa mezz’ora, vale sempre la prova stecchino. Il mio forno è particolarmente lento, per cui nei vostri forni sicuramente cuocerete il tutto in molto meno tempo.
Considerazioni

  • Canditi: visto che vanno frullati, non ne sentirete la classica consistenza nella torta finita ma godrete del sapore e del profumo particolare che doneranno al dolce, per me vanno messi!
  • La torta è eccezionalmente buona mangiata così nature, con una spolverizzata di zucchero a velo, la soluzione della pasta sfoglia tuttavia, oltre a salvare il mio dolce, è molto comoda per avere una torta da asporto facilmente porzionabile, da poter consumare magari in gita.. 😀

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26 Comments

  • Reply
    Massaia Canterina
    1 aprile 2011 at 23:49

    Complimentissimi per il dolce e per come sei riuscita a recuperarlo alla stragrande!!! ^___^

    A presto
    Elisa

    PS: Potresti per cortesia farmi avere il tuo indirizzo di posta elettronica? Così ti potrò spedire la tua Ricetta della Porta Accanto!
    Grazie mille! La mia mail è: massaiacanterina@hotmail.it
    Ciao!

  • Reply
    Enza
    1 aprile 2011 at 10:23

    conosco anche io un tizio come il tuo papa' che quando è l'ora non gli va di aspettare…è il mio burbero..grr
    da un dolce crudo ..una bonta' del genere??
    sei bravissima!!

  • Reply
    Erica
    31 marzo 2011 at 22:33

    sei stata bravissima in tutto eheh ^__^

  • Reply
    Mousse
    31 marzo 2011 at 7:58

    Ciao,piacere di conoscerti,complimenti per il blog e per le ricette che visto molto interessanti
    e con delle foto molto belle.
    Questa torta qui per esempio,meno male che era cruda.
    Mi aggiungo ai tuoi sostenitori,cosi non ti perdo di vista.
    Un abbraccio,Fausta

  • Reply
    Acquolina
    30 marzo 2011 at 10:17

    buonissima la frangipane, che idea! ha un'aspetto splendido!
    anche da me ci sono orari diversi in famiglia ma in genere sono io che mi stufo di aspettare, quando ho fame divento nervosa 😀
    ciao!

  • Reply
    Gambetto
    30 marzo 2011 at 5:56

    Mi piace l'uso del cervello in cucina per recuperare laddove altri si sarebbero arresi. In questo caso il successo è doppio ed il compenso finale, la torta per inciso, penso che induca un bel sorriso permanente!
    PS
    Come sempre i tuoi post sono quanto di meglio possa darmi il buonumore di primo mattino! 😛

  • Reply
    La Gaia Celiaca
    29 marzo 2011 at 22:47

    come al solito mi hai fatto morir dal ridere con la tua descrizione dei quadretti familiari sempre divertenti.,
    e la torta, versione 1 e 2, è buonissima!
    ma la 1 sarebbe in pratica la caprese al limone? l'ho fatta anch'io una volta, era squisita…
    l'unico punto da capire è se sia veramente di de riso….

  • Reply
    mela
    29 marzo 2011 at 21:02

    Hai visto che bel modo per rimediare??
    D'ora in poi lo terrò a mente, sperando in un simile successo!

  • Reply
    Stefania
    29 marzo 2011 at 14:58

    visto? da un disastro spesso esce un capolavoro!

  • Reply
    luna
    29 marzo 2011 at 14:27

    ;)) ihihihih ottimo riciclo!!! Anche da noi c'è questo problema di orari, ma al contrario: dai suoceri che si mangia in orari "ospedalieri" =)) mentre dai miei, si adeguano ai nostri orari e… ritardi :p
    Baciiii

  • Reply
    Ely
    29 marzo 2011 at 10:55

    ohhhhhh is veryyy veryyy good! tesoro io e te siamo gemelle e i nostri mariti uguali :-(((( questa torta deve essere un portento, la foto mi pare che ne dia la giusta immagine!!!!! che spettacolo! baci

  • Reply
    Max
    29 marzo 2011 at 4:31

    Son fissazioni purtroppo, nulla di più…Bella trasformazione, brava. ciao.

  • Reply
    gloria cuce'
    29 marzo 2011 at 0:39

    Ma che bella idea ti è venuta, bravissima!

  • Reply
    Patrizia
    28 marzo 2011 at 19:59

    Hai visto cara, non tutto il male viene per nuocere!!! Ti è venuta una torta meravigliosa e sicuramente dal gusto strepitoso!!! Un bacione e brava per non aver buttato tutto nella pattumiera!!!

  • Reply
    Eleonora
    28 marzo 2011 at 19:38

    ma che vuol dire pubblicato alle 17:08???
    sei in ritardo!! dovevi pubblicare alle 17:00 !!!

    :)) certo che è vero che dagli incidenti sorgono delle bontà! magnifica e magnifica la tua prontezza di ricuperare l'impasto crudo.
    bacioni

  • Reply
    EliFla
    28 marzo 2011 at 19:09

    …….. e meno male che era cruda..guarda che meraviglia hai tirato fuori!!!

  • Reply
    Fabiola
    28 marzo 2011 at 19:08

    alla fine te la sei cavata alla grande, io è l'orologio abbiamo un pessimo rapporto!!!!!!!!! no pechè sono in ritardo anzi, ma il tempo non mi basta mai…..in compenso ho il marito che se non ritarda non è lui….ummmmmhhhh.

  • Reply
    Mocchina
    28 marzo 2011 at 18:52

    Dev'essere deliziosa questa torta…sono per caso capitata sul tuo blog incuriosita dalla tua ricetta: complimentissimi!

  • Reply
    fausta
    28 marzo 2011 at 18:44

    hai fatto una sorta di Pithivier du roi! Buonissima torta e brava per il "recupero" eseguito in maniera super.
    Mi sono molto riconosciuta anch'io nel tuo racconto: famiglia numerosa, papà che lavora, mamma che si fa il mazzo in casa. L'orologio? Sono riuscita a liberarmene solo qualche tempo fa. Ora vado addirittura in giro senza…
    Un bacio e gradirei una fetta

  • Reply
    Farfallina
    28 marzo 2011 at 17:52

    Uhh Sandruzzaaa ma così mi fai morireeee. Che fameee…altro che cruda :D.
    Baciii a superprestooo ;D

  • Reply
    Anna Luisa e Fabio
    28 marzo 2011 at 17:12

    A parte che redo che Fabio sia in qualche modo parente di tuo padre per la sua puntualità…fammi capire, ma quando una torta non ti viene come dovrebbe, la trasformi in queste meraviglie…Bellissima ricetta!
    Baci e grazie per aver partecipato al nostro contest! ^_^
    Anna Luisa
    P.S. Aspetto anche le altre ricette del tuo cesto gigante 😉

  • Reply
    Scarlett:
    28 marzo 2011 at 16:25

    hai visto non tutto il male viene per nuocere..questo ha fatto solo un gran bene!!!che delizia cara e concordo con te sui canditi io li frullo quando devo portare un dolce a chi non li apprezza e non vuole masticarli …il loro profumo e' ineguagliabile….bacioni e bentornata!

  • Reply
    arabafelice
    28 marzo 2011 at 16:18

    Quindi sarebbe meglio dire "per fortuna era cruda!", giusto???? 😉

  • Reply
    Ginestra
    28 marzo 2011 at 15:51

    @Sonia =)) e non c'avevo fatto caso ma ovviamente intendevo "ripetere" questa soluzione goduriosa al disastro annunciato… ed effettivamente l'ho ringraziato! Un baciuzzo :-*
    @Greta: mi sono sentita un poco cretina a non averci pensato le altre volte… altro che genio! Sono un poco rinco! 😀

  • Reply
    Greta
    28 marzo 2011 at 15:33

    Pensa che sono scattata sull'attento solo a leggere quella frase…forse da me è così perchè ormai senza di me pare non siano capaci neanche di condire la pasta, eppure non mi pare di essere uno chef affermato…sarà una nuova nevrosi…ansia da blogger!!! Io dico che solo le menti "smart" riescono a trovare soluzioni dai disastri…c'è del geniale non trovi?? Un bacione ciao

  • Reply
    Sonia
    28 marzo 2011 at 15:23

    ma da ripetere nel senso che rifai la torta cruda, vai da tuo cognato, torni e la impupi? oppure salti la prima parte? =)) il risultato è perfetto, quindi ringrazia il cognato 😉 tu sei troppo brava..
    ps. anche io detesto quando arrivo a casa dei suoi e la prima cosa che dicono: siete venuti tardi…e poi aspettiamo 1 ora per mangiare! ma per certe bontà vale la pena
    bravissima Ginny e bacioni :X

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